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PERCHE' FARE IL PUNTO SULLA MEDIAZIONE CIVILE

Breve descrizione

RAVENNA – 09 FEBBRAIO 2018


Sede: SALA MURATORI BIBLIOTECA CLASSENSE
ORARIO:14,30 – 18,30


Prezzo comprensivo di IVA

Disponibilità: Disponibile

73,20 €

* Campi obbligatori

73,20 €

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Ulteriori informazioni

Relatori del Corso Avv. P. Alvigini, Avv. Paola Carpi, Geom. Filippo Vircillo, Magistrato Dott.ssa Caterina Garufi, Prof. Francesco Luisio
Sede del Corso SALA MURATORI BIBLIOTECA CLASSENSE - Via Baccarini 3 - Ravenna
Crediti IN FASE DI ACCREDITAMENTO

❖ LA NEGOZIAZIONE ASSISTITA E LA MEDIAZIONE
Attualmente il nostro ordinamento giudiziario si ritrova dotato di due metodi di risoluzione delle controversie di natura
conciliativa, non obbligatoriamente alternativi ma destinati a convivere e, per certi versi ed in alcuni casi, destinati ad
operare in simbiosi.
Per Mediazione (come da testo di legge) è intesa qualsiasi “attività, comunque denominata, svolta da un terzo
imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una
controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa” (art. 1 lett. a), D.Lgs. 28/2010).
La mediazione è istituto di duplice concezione in quanto può essere attivato sia “ex lege” e quindi obbligatorio, sia su
disposizione delle parti e di conseguenza facoltativo.
“La convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati è un accordo mediante il quale le parti convengono di
cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza di avvocati …”
(art. 1 D.L. 132/2014).
La negoziazione assistita può essere volontaria ovvero obbligatoria. Nel primo caso, escluse le controversie afferenti la
materia del lavoro, è liberamente richiesta dalle parti, nel secondo caso è, per specifiche fattispecie di controversie,
condizione di procedibilità della domanda di giudizio ed è rilevabile d’ufficio o previa eccezione sollevata dal convenuto
alla prima udienza.
E’ possibile affermare che la mediazione e la negoziazione, entrambi facenti parte dei sistemi di risoluzione amichevole
delle controversie, non sono strumenti alternativi l’uno all’altro ma possono, senza alcuna difficoltà, convivere
all’interno di una medesima controversia?


❖ LA RISERVATEZZA NELLE PROCEDURE DI MEDIAZIONE
L’efficacia e quindi la buona riuscita della mediazione sono garantite anche attraverso il rispetto del principio cardine
della riservatezza. Tale obbligo, che concerne le dichiarazioni rese e le informazioni acquisite durante il procedimento,
è previsto dagli artt. 9 e 10 comma 1 del Decreto legislativo 2010 n°28.
Il legislatore, infatti, ha ritenuto necessario inserire tale principio sia per favorire l’uso della mediazione sia per
consentire alle parti di parlare liberamente, agevolando in tal modo l’operato del mediatore nella ricerca,
preferibilmente, di un accordo soddisfacente per le stesse.


❖ LA CONSULENZA TECNICA E L’AUSILIARIO DEL MEDIATORE
La normativa in materia di mediazione prevede che il mediatore, nella propria funzione di assistente delle parti nel
raggiungimento di un accordo, possa ricorrere all’ausilio di esperti iscritti negli albi dei Tribunali. La giurisprudenza
sembra accogliere favorevolmente tali perizie, addirittura le incoraggia, suggerendo alle parti di ricorrervi in alternativa
alla nomina del CTU nel corso di un procedimento ex art. 696 bis c.p.c.


❖ CONDIZIONI DI PROCEDIBILITA’ E RAPPORTI CON IL PROCESSO
Il decreto legislativo, individua tre tipi di mediazione: quella facoltativa, prevista dall’art.2, nel caso in cui siano le parti
a scegliere tale procedimento, in materia di diritti disponibili. Abbiamo poi quella giudiziale, (nel caso in cui sia il giudice
a rivolgere l’invito deve essere rivolto alle parti “prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando
tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa. Se le parti aderiscono all'invito, il giudice fissa la
successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6 e, quando la mediazione non è già stata avviata,
assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione”, art.
5, comma 5). Abbiamo poi la mediazione obbligatoria che si configura quindi come condizione di procedibilità della
domanda giudiziale (art.5, comma 1). L'improcedibilità “deve essere rilevata dal convenuto, a pena di decadenza, nel
primo atto difensivo tempestivamente depositato e può essere rilevata d'ufficio dal giudice non oltre la prima udienza".